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Lamborghini Murciélago - Sogno d'infanzia

Se durante il periodo della scuola elementare qualcuno mi avesse chiesto: "Qual'è la tua auto preferita?", io senza alcuna esitazione avrei risposto: "La Lamborghini Murciélago". Era la mia passione, non c'era ombra di dubbio che si trattasse della mia auto dei sogni, quel tipo di sogni che ogni bambino appassionato di auto si crea. Ricordo ancora quando, ostinatamente, la chiamavo "Murcielàgo" sbagliandone la pronuncia, ricordo anche quel piccolo modellino Hotwheels al quale tenevo particolarmente, così tanto da tenerlo spesso dentro l'astuccio di scuola.

Gli anni sono passati, ma la Murciélago non ha perso quel suo fascino particolare. Se ti piaceva da bambino, te la porti nella mente per tutta la vita. E così, quando improvvisamente mi è capitata davanti agli occhi a Milano Autoclassica, il mio pensiero è stato: "Devo assolutamente scriverle un articolo".

Nata nel 2001, la Murciélago venne concepita come sostituta della Diablo. Il suo nome significa pipistrello, ma come vuole la tradizione Lamborghini, il termine deriva da un imbattibile toro al quale, dopo una Corrida del 1879, venne concessa la grazia dal Matador in segno di rispetto.
Fu inoltre il primo modello della casa del Toro a nascere sotto la nuova proprietà Audi.

La prima versione venne dotata di un motore V12 da 6200 cm³ capace di erogare 580 cv scaricati alle ruote tramite un sistema a trazione integrale.
Vi era la possibilità di configurare la propria versione anche dotandola di cambio manuale, uno degli ultimi modelli Lamborghini, insieme alle prime Gallardo, ad adottare ancora questa soluzione prima della decisione da parte della casa di abbandonare questa tipologia di cambio data la scarsa richiesta della clientela.

I tecnici Lamborghini idearono un sistema attivo di prese d'aria creando due "flap", posti immediatamente dietro al lungo e sottile vetro, in grado di aprirsi alle alte velocità al fine non solo di migliorarne il raffreddamento, ma anche ottimizzare l'efficienza aerodinamica.
Il tutto integrato in una linea relativamente semplice e pulita, che si differenzia dalle attuali forme spigolose caratteristiche delle moderne Lamborghini.

Passati cinque anni dal suo debutto, al Salone di Ginevra del 2006 venne presentata la nuova generazione di Murciélago mostrando non solo leggere modifiche estetiche, ma anche a livello tecnico, aumentando la cilindrata a 6.5 l con un notevole incremento di potenza sfiorando i 640 cv, proprio come suggerisce la nuova sigla LP640 ad indicare il posizionamento del motore (Longitudinale Posteriore) ed i rispettivi cavalli.

Ed è proprio questa versione ad essere stata esposta a Milano Autoclassica: una LP640 color Verde Ithaca. Verde come quella LP670-4 SV esposta a pochissimi metri di distanza.
L'espressione definitiva della Murcièlago, la più estrema e performante, la "Super Veloce" come indica la nuova sigla che differenzia questa versione dalle altre. L'edizione finale che anticipò il termine della sua generazione fino a quando nel 2010, dallo stabilimento di Sant'Agata Bolognese, uscì l'ultimo esemplare di Murciélago n°4099 prima di lasciare spazio alla moderna Aventador.

Ora che ci penso, non sono nemmeno sicuro di aver mai visto una delle prime Murcièlago prodotte... una di quelle con il cambio manuale ed il doppio scarico posteriore.
Per questa volta mi godo la vista di questi due esemplari, quando mi ricapiterà di incontrare nuovamente una LP640 ed una SV insieme, per di più dello stesso colore?
Perchè, se non si fosse capito, ho un debole per quest'auto e non è un caso se spesso quel modellino ancora oggi mi ricapita tra le mani.

 

Testo: Davide Dolce
Foto: Davide Dolce

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