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Ginevra 2017 - Ruf e le CTR

"Da domani non costruiremo più autobus, ma elaboreremo Porsche". Probabilmente è stato questo il pensiero di Alois Ruf dopo aver preso la guida dell'azienda di famiglia. Rivoluzionare l'intera fabbrica, passando dalla iniziale produzione di pullman alla preparazione di Porsche, una decisione estrema chiamata dalla forte passione per il marchio di Stoccarda.

Sapete, a volte mi capita di pensare a quelle auto che ad oggi non ho mai avuto occasione di incontrare e fino a qualche giorno fa, qualsiasi Ruf rientrava in questa lista personale. L'ho sempre vista dietro ad uno schermo, sicuramente altri miei coetanei l'avranno conosciuta come me grazie a "Gran Turismo", chiedendoci stupiti sin da bambini perché in quel videogioco ci fosse Ruf e non Porsche, magari ignari di cosa fosse realmente quel marchio sconosciuto e dal nome alquanto bizzarro per un bambino.

Così ecco che all'improvviso mi ritrovo davanti ad una schiera di Ruf, tutte quelle vetture che ho sempre conosciuto in versione digitale ora si sono materializzate davanti a me.
In un ambiente suggestivo come il Salone Internazionale di Ginevra, Ruf ha mostrato al pubblico alcuni dei suoi modelli più prestigiosi esponendo l'intera generazione di CTR a dominare lo stand, affiancate da una "Special Guest" d'eccezione.

RUF CTR3

Nel 2007, presso il Circuito Internazionale del Bahrain, venne presentata la Ruf CTR3. Potreste pensare che si tratti di una versione speciale della Porsche Carrera GT date le sue somiglianze e il passo lungo, invece la CTR3 non si basa su nessun modello Porsche. L'intera scocca di kevlar e carbonio della CTR3 è stata sviluppata interamente da Ruf mentre il comparto motoristico, composto da un 6 cilindiri boxer da 3.8 l, presenta una configurazione a motore centrale a differenza della tradizionale conformazione con motore a sbalzo di casa Porsche, spingendo la vettura ad una potenza di 777 cv e 980 Nm di coppia.

RUF CTR2

La CTR2 rappresenta la seconda generazione della famiglia CTR. Presentata nel 1996 presso la sede Ruf a Pfeffenhausen, la CTR2 proponeva soluzioni tecniche fuori dal comune. Basandosi sulla versione 993 della 911, venne dotata di cinture di sicurezza a cinque punti, roll cage integrato, motore biturbo 3.6 litri 6 cilindri boxer, a scelta tra trazione posteriore o integrale a discrezione del cliente. Una vera e propria auto da corsa da poter usare anche in strada. E per provare l'affidabilità della CTR2 in qualsiasi condizione, nel 1997 vennero iscritte due vetture con omologazione stradale alla celebre gara della Pikes Peak, ottenendo ottimi risultati piazzandosi 2° e 4° nella classifica generale.

RUF CTR

Tra le auto leggendarie nella storia dell'automobile, la CTR ne è entrata a far parte di diritto. E' da tutti conosciuta come "Yellowbird", ma ciò che noi conosciamo non è nient'altro che un soprannome affibbiatole per la prima volta dal magazine "Road & Track" durante un test di velocità massima. Tutto deriva dalle forme e dal colore giallo acceso dell'auto che risultava particolarmente in contrasto con il cielo plumbeo durante la giornata del servizio fotografico per la rivista, insieme anche al caratteristico rumore della valvola blow-off che venne paragonato al cinguettio di un uccello. Da quel giorno, il nomignolo Yellowbird divenne parte integrante del nome proprio della vettura. Risultò essere l'auto più veloce al mondo raggiungendo la velocità massima di 342 km/h grazie al motore da 3366 cm³ biturbo in grado di erogare 469 cv.

La Ruf CTR si fece conoscere anche per il suo carattere irrequieto, capace di mettere alla prova anche i piloti più esperti. Il famoso video in cui la si vede in azione sulla Nordschleife è impressionante: un balletto frenetico tra i cordoli dell'Inferno Verde, senza tregua, senza margine di errore.

RUF CTR 2017

Sono passati ormai 30 anni dalla prima CTR, ma il mito della Yellowbird continua tutt'ora e proprio in occasione del Salone di Ginevra Ruf ha presentato quella che sarà l'evoluzione del futuro. La CTR 2017 conserva tutta la sua originalità mantenendo le linee classiche dell'epoca integrando alcuni significativi dettagli moderni.

Le caratteristiche tecniche parlano da sole. Il motore 3.6 litri 6 cilindri biturbo da 710 cv e 880 Nm di coppia è stato abbinato ad un cambio manuale a sei rapporti, mentre l'intero comparto telaistico è stato realizzato in fibra di carbonio fermando l'ago della bilancia a soli 1200 Kg.
Ad oggi si tratta ancora di una concept car, ma l'intenzione di Ruf sarebbe di venderla ai clienti più esigenti nel 2018.
La nuova CTR rappresenta il perfetto esempio di bilanciamento tra stile vintage e modernità senza stravolgere le linee inconfondibili delle Porsche anni '80.

Le Porsche hanno un fascino unico, non c'è che dire, Ruf però riesce a trasmettere qualcosa in più nelle sue creazioni valorizzando ulteriormente le vetture tedesche seguendo una filosofia di lavoro in grado di convincere anche i puristi più rigidi della casa di Stoccarda.

Testo: Davide Dolce
Foto: Davide Dolce

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