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Aston Martin B09/60 LMP1 - Endurance Ai Massimi Livelli

Nella categoria LMP1, i prototipi per eccellenza del mondiale endurance, grandi marche come Audi e Porsche (giusto per citarne un paio) hanno dominato la scena delle gare di durata, ma nonostante il loro strapotere, molte case automobilistiche di rilievo hanno tentato di scalare le classifiche nelle competizioni sulle lunghe distanze.

Tra I Due Litiganti...

Era il 2009, periodo dell'accesa rivalità tra Audi e Peugeot con i loro rivoluzionari prototipi diesel, quando Aston Martin decise di schierare le sue vetture LMP1 per l'intera stagione della Le Mans Series. Un ritorno nella scena endurance considerando che l'ultimo prototipo costruito dalla casa di Gaydon fu la AMR1, vettura Gruppo C del 1989 protagonista per un solo anno al World Sportscar Championship.

Nata dalla collaborazione con Lola e Prodrive, si decise di assegnare alla vettura il nome ufficiale di Lola/Aston Martin B09/60, ma in casa Aston l'auto prese il nome di DBR1-2 in onore della storica DBR1 protagonista delle gare endurance e vincitrice della 24 ore di Le Mans nel 1959.

Un po' di GT1 - Un po' di LMP1

La vettura venne concepita sul già collaudato ed ulteriormente evoluto telaio della Lola B08/60 utilizzando lo stesso motore V12 6.0 l aspirato (benzina) della DBR9 GT1, tecnicamente più pesante e più ingombrante di un'unità appositamente sviluppata per un prototipo, ma con flange di restrizione di maggior diametro, aumentando la potenza di circa 50 cv e aggregando un cambio Xtrac in sostituzione di quello Aston Martin.
Particolarità piuttosto curiosa della B09/60 fu l'utilizzo di ventole per il raffreddamento dei freni posteriori in grado di garantire un'adeguata portata d'aria, escludendo di fatto qualsiasi apposita apertura dedicata sul corpo vettura.

Nonostante la sua diretta discendenza dalla Lola, il suo anteriore non nasconde di certo le sue origini britanniche, con quella griglia dalla forma caratteristica che tanto appartiene alla casa di Gaydon, in grado di conferirle la classica personalità tipica delle sue vetture. Se poi parliamo della livrea utilizzata, non esiste nulla di più classico della colorazione Gulf, quella combinazione azzurro-arancione che non può che richiamare alla 24 Ore di Le Mans.

My Name Is Bond

L'avventura Aston Martin inizia quindi nel 2009 inizialmente schierando due vetture per poi aggiungerne una terza a partire dalla 24 Ore di Le Mans dello stesso anno, identificandole tra loro con i numeri 007, 008 e 009. Qualcuno ha detto James Bond?

Il primo anno si conclude con successo, con un quarto posto alla 24 Ore di Le Mans (prima tra le vetture a benzina) e vincendo infine il campionato assoluto della Le Mans Series 2009, entrambi i risultati portati a casa dalla vettura n°007.

Aston Martin conquista l'America

Il 2010 invece si rivelò più scarno di risultati ottenendo come miglior risultato un 3° posto alla 12 Ore di Sebring ma piazzamenti in generale peggiori del primo anno, mentre il 2011 fu l'anno della conquista americana nell'American Le Mans Series. Dopo un amaro ritiro alla prima gara stagionale sulla pista di Sebring, la B09/60 conquistò la vittoria sulle piste di Long Beach, Road Atlanta, Mid Ohio e Mosport (in Canada), piazzandosi al 2° posto a fine campionato.

Forse... Era Meglio Prima

Per il 2011 inoltre venne previsto il "pensionamento" per la B09/60 mettendo in cantiere il progetto per quella che sarebbe dovuta essere la sua erede, la AMR-One. Ma il progetto si rivelò piuttosto fallimentare con la nuova vettura poco competitiva e con scarsa affidabilità, tanto da costringere i vertici Aston Martin a preferire la vecchia B09/60 alla nuova AMR-One per le ultime tre gare delle Intercontinental Le Mans Cup, tornando effettivamente a lottare per le prime posizioni.

A Volte Ritornano. O Così Ci Auguriamo

In un periodo di crisi da ormai troppo tempo per le LMP1, Aston Martin è comunque rimasta impegnata nel mondo endurance sviluppando continuamente le proprie vetture nella categoria GT con le sue Vantage GTE.
Non dimentichiamoci però che nel 2020 le regole cambieranno con l'introduzione di vetture derivate dalla serie in sostituzione delle attuali LMP1, che Aston Martin abbia qualche progetto interessante in serbo per il futuro?
A sentire dalle dichiarazioni dei vertici di Gaydon, le intenzioni sembrerebbero davvero esserci.

"Siamo coinvolti nelle discussioni sul regolamento tecnico futuro della classe LMP1 del WEC
[...]
Queste sono le future vetture LMP che interessano a noi."

David King
Presidente Aston Martin Racing

Intervista rilasciata a sportcars365.com

Testo: Davide Dolce
Foto: Davide Dolce

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