Madshift

scroll down

Il Sogno Americano

Una bella favola quella che si è appena conclusa nel deserto del Sakhir, in Bahrain, per il nuovissimo team italo-americano Haas.

Se per la Ferrari il bicchiere può essere visto mezzo pieno, tutti noi tifosi italiani non possiamo ignorare il grande successo della Haas con Romain Groesjan, arrivato in 5a posizione al traguardo.

 

Una macchina "assemblata" con tanto, tanto cuore italiano. Telaio Dallara, power unit e retrotreno Ferrari, costruita tra Varano e Parma da 200 dipendenti e che per il secondo weekend consecutivo si è dimostrata molto, molto valida.

In particolare il merito va, ancora una volta, al francese Groesjan. Una gara di carattere, tutta all'attacco, sfruttando le Super Soft per sorpassare sia all'interno che all'esterno tutti i suoi competitor diretti.

Ovviamente il distacco dai top team è biblico, così come lo è per tutto il resto dello schieramento. Ma Romain è riuscito, partendo dalla nona posizione, a recuperare ed arrivare quinto con un'ottima strategia che non ha dato la possibilità a Verstappen, diretto inseguitore, di avvicinarsi nel finale al punto di impensierirlo.

Anche ai box tutto bene. I meccanici temevano i pit stop non avendone mai eseguito uno in gara (ricordiamo che in Australia sostituirono le gomme in regime di bandiera rossa), invece tutto è filato liscio e anche dal punto di vista della strategia, gli ingegneri Haas sono stati molto precisi ed efficaci. Merito anche del telaio made in Varano che tratta molto bene le coperture.

Peccato solo per Gutierrez costretto nuovamente al ritiro (per motivi ancora sconosciuti) con l'altra vettura del team americano, quando si trovava in ottava posizione a metà gara.

Ma dopotutto questi inconvenienti di gioventù non riescono a sminuire le grandi imprese portate a segno dal team Haas nei primi due appuntamenti della stagione e con il passare del tempo, sia nel corso di questa stagione che nelle prossime, potranno affermarsi come terza o quarta forza in un mondiale che ha ancora molto da dire!

tags:
Back to Top