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Quegli strani esemplari stradali pt.1

Si chiamano Gran Turismo, ma sono più simili a dei prototipi. Alla fine degli anni '90 il regolamento GT1 molto permissivo spinse numerosi costruttori a creare vetture estreme. Dalle fabbriche uscirono modelli eccezionali, costruiti in pochissimi esemplari, talvolta unici. Alcuni venduti a facoltosi collezionisti, altri esposti nei musei.
Ecco alcuni dei modelli concepiti dai costruttori ai limiti (e forse oltre) dell'omologazione stradale.

Panoz Esperante GTR-1

                                             

Nel 1997 Don Panoz, proprietario dell'omonima azienda, desiderò realizzare una vettura da gara dalle linee marcatamente americane basandosi sui concetti estetici della Esperante. Il progetto venne affidato alla Reynard Motorsport per lo studio telaistico e alla Roush Racing che sviluppò il motore.
La vettura stradale venne dotata di un motore Ford 5.7 l V8 posto di fronte all'abitacolo di guida, portando i progettisti a creare un muso molto lungo conferendo all'auto proporzioni insolite, dallo stile unico e totalmente differente dalle altre GT, tanto da venire soprannominata "Batmobile".
Venne costruito un solo esemplare, recentemente restaurato, appartenente a Don Panoz. Tuttavia, l'azienda è disposta a costruire repliche ufficiali della vettura.  

Toyota GT-One (TS020)

La Toyota GT-One nacque come auto GT1 ma, con l'eliminazione di questa categoria, venne convertita in LMGTP partecipando alla 24 ore di Le Mans nel 1998 e 1999. Venne sviluppata in Germania, nella sede della Toyota Team Europe, in concomitanza con Dallara. Gli ingegneri Toyota utilizzarono lo stesso motore originariamente utilizzato sulle vetture del Gruppo C: un 3.6 l V8 Turbo nominato R36V, rivisitato per sottostare al regolamento. Per l'omologazione vennero costruiti soltanto due esemplari stradali, mai venduti ed esposti subito dopo la produzione nel museo Toyota in Giappone e nella sede Toyota Motorsport a Colonia.
Durante le fasi di omologazione, gli uomini Toyota convinsero i commissari ACO che sulla vettura stradale poteva trovare spazio un vano portabagagli utilizzando quello che sarebbe stato il serbatoio nell'auto da gara. I commissari si convinsero e approvarono questa soluzione. Certo, non sarà stato proprio ergonomico, però... lo spazio per i bagagli c'era. Più o meno.

Porsche 911 GT1

Durante il periodo agonistico della 911 GT1 sono stati prodotti tre differenti varianti della vettura, ma non esistono notizie certe sul numero preciso di auto stradali prodotte, chiamate "Straßenversion". La prima 911 GT1 nacque nel 1995: venne progettata in tempo breve e furono costruiti sette esemplari stradali.
L'evoluzione successiva della GT1, nominata Evo, venne prodotta nel 1996 e si stimano circa venticinque esemplari costruiti. Le autorità tedesche imposero per l'auto stradale una riduzione della potenza per sottostare alle norme europee antinquinamento. 
Il modello più ignoto è quello del 1998. L'obbligo dei modelli stradali venne abbandonato e Porsche realizzò quattro esemplari da gara. Tuttavia, risulta un esemplare targato... Esistono svariate ipotesi: potrebbe trattarsi di un quinto esemplare utilizzato come prototipo, oppure a una delle auto da gara convertita per uso stradale a fine carriera. Esposta nel suo museo, quest'auto è avvolta da un velo di mistero.

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