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Morgan Three Wheeler - Royal Air Force

L'automobile, per definizione, è un mezzo di trasporto a quattro ruote, suona quasi scontato. Ma il genio umano si sa, non ha limiti, soprattutto in campo tecnico. La fantasia ci spinge sempre verso idee ed intuizioni al limite dell'inverosimile e quello che a molti può sembrare un elemento scontato, in questo caso la ruota, può essere frutto di esperimenti tecnici, più o meno riusciti.
Lo abbiamo visto con il passare dei secoli, anzi, dalla nascita di quella che può essere definita automobile.


L'evoluzione della ruota

Se ci pensiamo, l'auto nasce a tre ruote con la Benz Patent Motorwagen nel lontano 1886, per poi essere immediatamente rimpiazzata del tutto dalla figura convenzionale dell'auto a quattro ruote.
Ma ricercando tra le numerose case automobilistiche esistite tra gli anni '20 e la fine del secondo dopo guerra, si possono scoprire brevetti sbalorditivi nel campo automobilistico, in particolar modo sulle ruote stesse e la loro configurazione, in un'epoca in cui tutto poteva essere considerato un'idea eccezionale, oppure... un fiasco totale.

Se ne sono viste di ogni: tre ruote modello triciclo, quattro ruote in disposizione romboidale (provate a cercare la "Rombo" del 1913), per poi arrivare addirittura nel Motorsport con la configurazione a sei ruote, Tyrrell prima e Williams subito dopo.

Silverstone, Royal Air Force Airbase, 1943

Ma in un mondo attuale in cui tutto il mondo automobilistico ruota intorno all'elettronica e alla ricerca tecnologia quasi spaziale, esiste ancora un'auto del tutto fuori dagli schemi, al di là di quelli che possono essere i concetti dell'automobilismo moderno.
Dobbiamo volare fino in Inghilterra e atterrare a Silverstone, quello che oggi conosciamo come un autodromo, ma che nel 1943 ospitava una base aerea della Royal Air Force. Ed è qui che incontriamo la Morgan Three Wheeler.

Dettagli Vintage

Un'auto ispirata ai caccia della Seconda Guerra Mondiale, gli stessi caccia che nella prima metà degli anni '40 squarciarono i silenzi dei cieli di tutta Europa.
Tre ruote come un carrello di atterraggio, una carrozzeria che ricorda una "fusoliera", un abitacolo con un volante al posto di una cloche.
I colori candidi e poco saturi tipici dell'epoca, gli interni cuciti a mano contornati da una strumentazione prettamente analogica e tanti piccoli switch di chiara ispirazione aeronautica, immancabili pin-up e decorazioni tanto amate dagli aviatori.

   

Compagna di avventure

La Three Wheeler non può essere la scelta adatta per un lungo viaggio, ma tutti noi vorremmo imbatterci in un'avventura stradale a bordo di questa vettura, indossando abiti vintage ed in compagnia di una signorina dal look anni '50. Immersi in una "carlinga" in alluminio sostenuta da un telaio tubolare in acciaio e contornato da tipici pannelli in legno di frassino come la tradizione Morgan insegna, un lavoro svolto totalmente a mano artigianalmente. L'unico vero obiettivo è quello di godersi il viaggio con l'aria tra i capelli.

DANGER HOT!

I motori radiali sono stati associati quasi sempre agli aerei, ma tornando a quanto detto in apertura, non sono mancati esperimenti di utilizzo anche in ambito automobilistico. Per la Morgan Three Wheeler si è deciso di adottare solo l'aspetto di quello che può ricordare a tutti gli effetti un motore a stella. Posto frontalmente totalmente in vista, la Three Wheeler è spinta da un motore S&S a doppia V da 2000cc. Non solo un pezzo di meccanica anzi, un vero e proprio oggetto estetico, caratterizzato interamente da cromature, con quelle "eliche" a coprire il filtro aria sempre a ricordarci che quest'auto è stata concepita per volare rasoterra sull'asfalto.
Un messaggio di avvertimento ci ricorda di non toccare nessuna parte meccanica. Perchè si tratta di un'opera d'arte? Sì... ma non è il vero motivo per cui è stato scritto quell'avvertimento.

   

Ready For Takeoff

Più che un'auto, a bordo della Morgan Three Wheeler ci si sente come un aviatore in fase di rullaggio pronto al decollo. Gli interni sono interamente lavorati a mano, in pelle trapuntata con cuciture a vista a richiamare uno stile retrò quasi introvabile altrove, un volante dalla corona larga e sottile e un pulsante, quello di avviamento, che in Morgan hanno battezzato con il termine "bomb release".

   

Touch And Go

Non può esistere auto dalle linee classiche senza un set di cerchi a raggi con dado centrale, le gomme strette e alte con un battistrada dalle linee antiche e semplici, senza paragone agli pneumatici dal design attuale. Questo per quanto riguarda l'anteriore. Al posteriore troviamo una sola ruota, posta in posizione centrale, larga appena 175 mm, addirittura meno di una moderna utilitaria. Ma l'assetto della Three Wheeler ci ricorda che siamo davanti ad una vettura e non ad un pezzo di storia dell'aeronautica inglese.

   

Rebell Yell

Solo una casa legata alle tradizioni come Morgan può decidere di portare avanti ancora oggi un concetto di auto che potrebbe essere considerato estinto. Ma non per Morgan.
Chi guida una Three Wheeler vuole osare, vuole provare sensazioni che nessun'altra auto al mondo saprebbe regalare. Vuole emozionarsi e non vuole seguire le regole dello status quo. 
La Morgan Three Wheeler è anticonvenzionale, ribelle, controcorrente. Non esiste nessun'altra auto simile, e nessuno potrà mai imitarla.
"No frills all thrills" direbbero gli Inglesi. Senza fronzoli, tutti i brividi.

 

Un ringraziamento speciale va a Gioacchino Scognamiglio di 22 Factory e ai ragazzi di Officine Wakegranturismo per la loro immensa disponibilità.

Testo: Davide Dolce
Foto: Alberto Massara, Daniele Frau, Mauro Mazzola, Davide Dolce

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