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BMW E21 Rebirth: La Luce Dopo Il Buio [GALLERY]

Da appassionato di corse, quando si parla di E21 non posso che pensare alla Gruppo 5. Ma al di fuori delle competizioni, quest'auto effettivamente nasconde anche un look più mirato verso l'eleganza che alla sportività e bastano piccoli ma mirati ritocchi estetici per far diventare una signora come questa BMW centro di attenzioni per molti ammiratori.

La signora in questione, una BMW 318 E21, è letteralmente "rinata" dopo anni di solitudine. Abbandonata tra le mura di una cascina, immersa nel buio e circondata dalla polvere, ci sono stati giorni bui per questa 318, 5 lunghi anni senza mai muoversi di un solo millimetro. Ma dopo essere passata sotto la cura di Giuseppe, attuale proprietario, questa E21 ha potuto iniziare una nuova vita.

Basta parlare con Giuseppe per capire quanto sia fiero di quest'auto, l'orgoglio è subito intuibile nelle sue parole. Una lista dettagliata di tutto ciò che ha effettuato scorre veloce nelle sue parole, come quando a scuola durante le interrogazioni ci chiedevano un argomento che sapevamo alla perfezione.

Quando ancora l'auto si trovava rinchiusa nella sua solitudine, Giuseppe già intravedeva ciò che sarebbe potuta diventare, un potenziale punto di partenza per un'icona di stile Stance. Il progetto di rinascita prevedeva l'uso di quanti più possibili pezzi di ricambio risalenti alla stessa epoca di costruzione dell'auto, nata per l'esattezza nel 1980. E ciò è stato rispettato, installando numerosi ricambi vintage non solo nell'estetica, ma anche nell'annata.

Alla base di questo principio, la scelta dei cerchi è ricaduta su uno dei modelli classici per eccellenza, come questi BBS RS (16x8) originali del 1988, totalmente nuovi e mai utilizzati. Il caratteristico color carta da zucchero della carrozzeria invece è stato mantenuto originale. Nessuna modifica, il colore di fabbrica è rimasto lo stesso, solo qualche ritocco per farlo tornare a splendere come all'inizio.

Seppur minimale nell'estetica dell'auto, quello spoiler sul retro ha una sua storia. Non ne troverete uno uguale perché questo specifico modello è stato costruito artigianalmente per questa E21. Un esemplare unico anch'esso oggetto di restauro, perché questo alettone è stato installato ancor prima dell'abbandono della vettura. Un dettaglio che ancora oggi valorizza questa BMW più che mai al quale non si poteva rinunciare.

Bassa e camberata. Una Stance per far sì che sia tale deve rispecchiare questi due aspetti fondamentali. La campanatura posteriore si fa ben notare, ci sarà forse mezzo centimetro tra cerchio e parafango. E lo stesso vale per l'altezza dal suolo, con l'auto quasi raso terra a sfiorare l'asfalto quando è parcheggiata. Ed è aprendo il bagagliaio che ci si ritrova davanti a qualcosa di... insolito.

Come un salotto d'epoca, il baule è stato rivestito con lamine di legno stile parquet e all'interno fa bella mostra il sistema ad aria che permette all'auto di "alzarsi e sdraiarsi". Nel momento in cui viene aperto il bagagliaio, immancabilmente l'attenzione di tutti ricade su quella strana bombola da 5 galloni con tubi in treccia.

Per gli interni vige la stessa regola impartita in principio: attenersi il più possibile allo stile d'epoca. Ci si sente proprio nel passato dentro questa E21, dove gran parte della componentistica è rimasta originale, mantenendo la combinazione pelle-alcantara. I veri pezzi forti dell'abitacolo sono il volante e il pomello del cambio in mogano Nardi, un'accoppiata originale del 1985.

Sotto il cofano tutto è rimasto per lo più invariato, mantenendo lo stesso motore denominato M10 da 1766 cm³ con una potenza di 98cv.
L'intenzione di intervenire meccanicamente c'è, e una cosa è già certa: l'auto è nata a carburatori e rimarrà a carburatori. Su questo Giuseppe non ha dubbi.

Dopo essersi fatta fotografare, questa BMW E21 si alzata da terra e se n'è andata scatenando la curiosità di tutti i presenti.
Che sia ad un raduno, una mostra o semplicemente in strada, quest'auto ha la capacità di attirare sempre l'attenzione di tutti.

Un ringraziamento particolare va a Giuseppe Passalacqua.
Testo: Davide Dolce
Foto: Alberto Massara, Daniele Frau, Mauro Mazzola.

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