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Lamborghini Diablo SE30 - Purple Rain

Oltre alla irrefrenabile passione per l'automobilismo, anche la musica è senza ombra di dubbio un altro dei miei più grandi interessi. E spesso, un po' per gioco, mi trovo ad associare modelli di auto ad una canzone che possa rappresentarla, lo stesso succede con le foto che scatto, cercare di attribuire loro un nome "rubandolo" dal titolo di qualche brano o da parti di testo.
E guardando questa Lamborghini Diablo, come non pensare alle note della famosa "Purple Rain".

Forse una scelta piuttosto scontata dato il colore di questa Diablo. Ma è proprio questo il punto cruciale che porta a soffermarci davanti su questa vettura, il suo Viola, segno distintivo ed unico della Lamborghini Diablo SE30.

 

 

30 anni nel segno del Toro

Presentata a settembre del 1993, la Diablo SE30 venne concepita dalla casa di Sant'Agata Bolognese per celebrare il 30 anniversario relativo alla costruzione di autovetture Lamborghini. Come vettura destinata a diventare icona di questa commemorazione venne scelta la Diablo, vettura di punta per Lamborghini nel periodo a cavallo tra gli anni '90 e 2000, rivista sia nelle parti meccaniche, sia nella sua estetica, coinvolgendo sia le parti esterne che gli elementi dell'abitacolo.

 

 

Opera d'arte su ruote

Il 5.7 l V12 di partenza della Diablo è stato mantenuto ed attorno a questo, Lamborghini ha apportato modifiche relative al gruppo di aspirazione utilizzando collettori in magnesio e modificando le teste dei cilindri. L'elettronica per la gestione motore venne rivisitata, adottando inoltre un sistema di Traction Control regolabile a quattro impostazioni, una delle quali in grado di disattivarlo completamente, a differenza dell'ABS assente. Tutto ciò portando la potenza massima a 525 cv e 580 Nm di coppia massima.

Ma per quanto riguarda il comparto motore, non solo la meccanica fu oggetto di rivisitazioni, ma anche la sua estetica. Aprendo il cofano della Diablo SE30, due enormi bancate oro e nere, rappresentano il culmine di una vera e propria opera d'arte meccanica. 

Alluminio e fibra di carbonio vennero ampiamente utilizzati per l'esterno della vettura, dove vennero principalmente rivisitate le pance per le prese d'aria dei freni ed il cofano motore, aumentandone per entrambi la portata d'aria.
Al posteriore invece, impossibile non notare l'ala che consente di essere regolata nella sua parte centrale.

 

 

Oceano viola

Gli interni sono un vero tributo alla sportività, senza però tralasciare quel tocco di eleganza unico delle Supercar.
Entrando nell'abitacolo della Diablo SE30 si viene letteralmente avvolti in un mare di Alcantara blu-viola, circondati da elementi in fibra di carbonio a vista come i brancardi laterali, il tunnel e la console centrale, compreso il pomello del cambio. 

Al posto di guida, il volante è di chiaro stampo sportivo (da sottolineare l'assenza di servosterzo), semplice nel design e tagliato nella parte inferiore per facilitarne l'accesso, mentre i sedili sono dotati di cinture a quattro punti caratterizzate dal logo commemorativo del 30° anniversario Lamborghini.

 

 

001/150

Lo stesso logo lo si può trovare nel piccolo vetro dietro ai finestrini, insieme alla targhetta con inciso il numero di esemplare della vettura. La Diablo SE30 infatti venne prodotta in una tiratura limitata di 150 esemplari e sì... la SE30 che abbiamo avuto modo di fotografare è proprio la vettura n. 001, la prima ad aver lasciato lo stabilimento di Sant'Agata Bolognese nel giugno del 1994.

Tra questi 150 esemplari, Lamborghini decise di modificare ulteriormente 28 di queste vetture con specifiche Jota, dotandole di pacchetti estetici e meccanici ufficiali riservati ai clienti più esigenti ed alzando a tutti gli effetti il futuro valore dall'auto.

 

 

Rappresentazione Iconica

Con la sua storia, il suo significato storico ed il suo carattere in grado di far girare la testa a molti, la Diablo SE30 rappresenta un'icona per il marchio Lamborghini.
Sarà per quel suo colore così particolare, ma se per caso si dovesse parlare di Lamborghini Diablo, la prima immagine che mi verrebbe in mente sarebbe quella di un'auto... viola.

 

 

Un ringraziamento particolare va a Gioacchino Scognamiglio e a PSV Automobili per la loro disponibilità.

Testo e foto: Davide Dolce

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