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Verzegnis Sella Chianzutan - Il Mondo Delle Cronoscalate

Vi voglio descrivere un mondo. Un mondo diverso da tutti gli altri, che si distacca nettamente da qualsiasi altra tipologia di motorsport. Qui non ci sono hospitality che sembrano Grand Hotel, non ci sono tribune né veri e propri paddock.
Non ci sono cordoli, ma muretti in pietra e guard rail. Voglio parlarvi di un altro pianeta, quello delle cronoscalate.

 

Se siete abituati alle corse su pista, dimenticate tutto, le cronoscalate sono diverse.
E' stato un week end alternativo per il Madshift Team, in trasferta verso il Friuli Venezia Giulia per assistere alla tradizionale cronoscalata Verzegnis - Sella Chianzutan. Un fine settimana diverso dal solito, in un ambiente a me totalmente sconosciuto fino ad allora.

 

La sveglia mattutina sempre impostata all'alba, pronti in poco tempo per riuscire ed arrivare all’evento prima che le strade venissero chiuse al traffico. I più audaci invece hanno deciso di passare le notti direttamente ai piedi della montagna, piazzando un vero e proprio campeggio e svegliandosi magari con i rumori dei primi motori della giornata.

 

Solo percorrendo le strade che portano alla gara ci si accorge che qui tutto è diverso. I paddock sono la strada, qualsiasi spazio a ridosso della partenza è sufficiente per poter installare il proprio motorhome. C’è chi arriva con il rimorchio adibito al trasporto auto, chi in camper, chi con un semplice carrello ed un onestissimo gazebo. Alla fine l’importante è correre.

 

Nemmeno noi abbiamo idea dei km percorsi a piedi lungo le strade di montagna sempre carichi e ben organizzati, portando in spalla sedie, mini frigo e un tavolino smontato, alla ricerca di una "postazione" sicura (mai dimenticarselo) dove poterci piazzare e godere dello spettacolo, incontrando magari altrettanti appassionati con i quali condividere opinioni e chiaccherare del più e del meno durante i passaggi, conoscere altre persone non è così difficile.

 

Ci ritroviamo così su un muretto guardando l'uscita di una curva a esse veloce, per poi spostarci nel pomeriggio su un pendio all'esterno di una lunga curva a destra.
Le strade sono strette, i guard rail vengono sfiorati (a volte anche troppo), partendo da una quota di circa 300m fino a raggiungere alla linea del traguardo quota 800m.

 

La curiosità sale alle stelle quando dopo qualche secondo ci si accorge che la gara viene improvvisamente interrotta. Purtroppo le bandiere rosse vengono sventolate di frequente, inutile dire che l’imprevisto in questo genere di gara è sempre dietro l’angolo. Subito tutto il pubblico si attiva per avere maggiori dettagli chiedendo dell'acaduto ai commissari nei paraggi, oppure si telefona agli amici “informatori” (così da noi soprannominati) che si trovano in altre parti del tracciato alla ricerca di chiarimenti.

 

Ma parliamo delle auto. Le categorie sono… un’infinità. Le storiche aprono sempre le danze nelle cronoscalate e la varietà di tipologia varia totalmete: vedi passare una 500 e magari subito dopo sfreccia davanti ai tuoi occhi una Lancia Stratos.

 

 

Ci sono auto invece che nel mondo delle cronoscalate sono ormai delle presenze fisse. Saxo, 106, Clio, Civic e Cooper sono le più gettonate dai piloti e le si trovano iscritte in moltissime categorie, partendo dalle Racing Start fino ad arrivare alle auto omologate Gruppo E.

 

   

Non mancano poi le auto nate per la pista. Le ex vetture dei campionati turismo sono piuttosto popolari tra i piloti come le Alfa Romeo 155, 156 e Ford Mondeo STW.


   

Ma anche vetture moderne che ogni domenica possiamo trovare in pista come 911 Carrera Cup, 458 Challenge o Huracan Supertrofeo.

E poi arrivano i mostri sacri da cronoscalata.
Di sicuro sarete a conoscenza delle varie Lancia Delta trasformate in creature da montagna, ma non sono le uniche perché devono vedersela con Audi S1 e S2, o VW Golf e Scirocco elaborate come poche altre.

   

Il finale però riserva quelle che sono le vere auto da salita. Se vi dico Osella, Norma, Radical, che tipo auto vi vengono in mente? I prototipi sono di un’altra dimensione, vetture leggerissime e agilissime, vederle sfrecciare tra le strade di montagna fa davvero impressione. E sembrano non avere limiti, dato che ogni anno i record delle varie prove si abbassano sempre di più, come quest’anno qui a Verzegnis.

   
Ma una delle parti più belle di tutto questo spettacolo è ciò che noi chiamiamo “il serpentone”. Dalla cima della montagna, tutte le auto a fine prova ritornano all’assistenza scendendo in fila una dietro l’altra. Una lunga carovana tra gli spettatori che crea un contatto diretto con tutti i piloti. Il pubblico applaude e basta un semplice saluto, un colpo di abbaglianti o un’accelerata da parte dei piloti per rendere gli spettatori ancora più contenti.
    

Nelle cronoscalate ciò che conta è correre, partendo dal basso per arrivare verso l’alto, su verso la cima della montagna nel minor tempo possibile. E’ un’atmosfera così caratteristica che non troverete da nessun’altra parte, una visione delle corse da un certo punto di vista selvaggia e pura, ma senza ombra di dubbio divertente e affascinante.
 

Testo: Davide Dolce
Foto: Davide Dolce

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